Qui ci sia permesso di esporre una teoria, a prima vista forse assurda, ma che però secondo noi potrebbe, opportunamente studiata e approfondita, condurre a risultati sorprendenti.
Tutti sappiamo come, nello spazio che ci circonda, agiscano incessanti e multiformi e innumerevoli forze fisiche: L' attrazione terrestre e lunare, quella magnetica, i movimenti di conversione del calore, la pressione barometrica, le onde elettriche e quelle sonore, gli impulsi di luce, i raggi di ogni tipo e provenienza che attraversano perfino i nostri corpi ad ogni istante; insomma una vasta gamma di vibrazioni di ogni genere, nelle quali siamo esseri viventi o inerti, costantemente immersi, e delle quali non ci accorgiamo un gran che, abituati come siamo a viverci dentro fin dal concepimento e oltre la morte, da sempre insomma e per sempre...
Sappiamo anche che le cose cosiddette inanimate non sono affatto inerti: Nel loro intimo agiscono moti vorticosi e incessanti di particelle, di cariche elettriche, di attrazioni e repulsioni molecolari; e sappiamo che questo turbinare di corpuscoli e di energie può essere disturbato da forze sopravvenienti.
Avvicinate infatti una calamita ad un mucchietto di limatura di ferro; avvicinate la vostra matita a sfera, di comunissimo materiale plastico, dopo averla strofinata sull' abito, alla cenere di sigaretta. Quei due mondi di particelle materiali, pur se apparentemente immobili si animeranno vieppiù, e in maniera del tutto visibile.
I fenomeni cui abbiamo accennato si verificano anche nell' argilla, naturalmente. Il fisico inglese Ernesto Rutherford scoprì che, dopo essere stata raggiunta la temperatura di cottura dell' argilla, ad un certo punto della fase di raffreddamento, le particelle di ossido di ferro (materiale magnetico contenuto in quasi tutte le argille, cui anzi conferisce la caratteristica colorazione rossastra ), venendo a trovarsi in condizioni di relativa libertà nella massa ancora pastosa, tendono a disporsi secondo un certo orientamento, e cioè nella direzione del campo magnetico terrestre.
Anzi la scoperta è servita, a quanto pare, a calcolare il valore dell' inclinazione del campo magnetico all' epoca e nelle località nelle quali furono modellati, oltre 2000 anni fa, i vasi presi in esame.
Ma adesso ci poniamo una domanda: Non sembra inammissibile che l'argilla, la quale più di ogni altra materia, anzi è l' unica materia che venga intimamente a contatto con le mani di chi la plasmi, non abbia a riceverne alcun influsso?
Siamo convinti che ad essa giungano gli impulsi magnetici ed elettrici di colui che la manipola a lungo , impulsi che "possono" talvolta ben disporla a sottomettersi docile alla volontà dell'artefice, oppure farla restìa, riottosa, scontrosa.
Diciamo questo perchè riteniamo di aver notato come troppo sovente ci siano persone che trascurano ogni impastamento della creta, limitandosi a foggiarla anche in blocchi massicci, senza che costoro abbiano fastidi di sorta durante l'essiccamento e le cotture; e al contrario ci sia chi, pur seguendo coscienziosamente ogni dettame al riguardo, vede con strana frequenza spaccarsi o sfaldarsi i pezzi da lui eseguiti.
Si tratta di mutua "Simpatia" o "Antipatia", o anche soltanto di "Empatia" ?
E' evidente che l' uomo, nel plasmare la creta, comunica ad essa dell'energia calorifica; altrettanto evidente è che la composizione chimica del sudore delle mani può influire in qualche modo, anche se non ne conosciamo l'entità e la maniera, sulla composizione chimica della creta.
Possiamo dunque fondamentalmente pensare che individui dotati di particolari qualità, e magari in alcuni momenti più che in altri, possano dare alla creta da essi maneggiata un "qualcosa" di non ben determinato, possano "caricarla" o "scaricarla" elettricamente, modificandone in qualche maniera lo stato fisico, proprio come fa la biro con la cenere di sigaretta...!
Spero con queste riflessioni di avere illustrato a dovere le principali caratteristiche sui materiali che adopero per fare i Vostri adorati Cilooms!!!
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